Psicologa Gallarate

L’Empatia

L’EMPATIA, QUESTA SCONOSCIUTA!

Com’è difficile essere empatici in questa situazione di emergenza

L’empatia, ossia la capacità di comprendere in modo immediato quelli che sono pensieri, stati d’animo e situazione emotiva di un’altra persona, rappresenta lo sfondo e la condizione preliminare di ogni relazione umana. L’esperienza empatica, così naturale e quotidiana, è proprio la rappresentazione concreta di quell’umano incontrarsi e comprendersi, indipendente dalle persone che ci stanno davanti e dall’essere più o meno d’accordo con loro. Entra in atto talvolta senza neppure ricorrere all’uso di una comunicazione verbale.
Occorre equilibrare la personale capacità di discriminare e riconoscere gli stati affettivi dell’altro come diversi da quelli percepiti personalmente e la capacità di accoglierli e farli propri.
Questa situazione di emergenza ha comportato e comporta uno stress emotivo non sempre facile da gestire. Non sempre si è capaci di utilizzare parole e gesti adeguati affinché si entri effettivamente in un “rapporto empatico” con l’altro.
Proviamo a soffermarci sugli stati d’animo negativi che possono verificarsi, sulla consapevolezza di come, molto spesso, le emozioni altrui, trasmutate in comportamenti, possano diventare contagiose e influire sul nostro stato d’animo, inficiare negativamente sulla ricerca spasmodica di quel senso di unione di cui tutti, più o meno, siamo alla ricerca in questo momento delicato.
Però proviamo poi “andare oltre”, a ricercare nel comportamento non verbale quell’empatia che l’altra persona potrebbe non essere capace di dimostrare attraverso le parole.
Tutti abbiamo dei limiti. Senza voler giustificare o condannare nessuno, possiamo provare ad utilizzare la nostra empatia per immaginare la fatica che non appartiene solo a noi ma anche all’altro e che non tutti riusciamo a gestire nel migliore dei modi. Oggi, in questa pandemia, ma anche nella vita che avevamo e che avremo. Un discorso sempre valido.
Sicuramente, senza neppure rendercene conto, possiamo diventare un esempio di come possa far bene tirare fuori le emozioni, anche quelle più nascoste, e “aiutare” l’altro attraverso un nostro comportamento adeguato alla situazione. Concludo con una frase molto significativa dello psicanalista svizzero Carl Gustav Jung, secondo cui ogni incontro non avviene per caso e in ogni incontro c’è sempre una reazione che comporta una trasformazione e conduce sulla ambita strada dell’individuazione.

“L’incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambi si trasformano”.

Dott.ssa Stefania Cioffi
Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento junghiano

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