Stefania CioffiNon serve essere perfetti per brillare

Psicologa Gallarate

Non serve essere perfetti per brillare

NON SERVE ESSERE PERFETTI PER BRILLARE

Quella della piccola Jo è una storia sì complicata ma in grado di arrivare dritta al cuore di ognuno di noi, perché in grado di impartirci il più grande insegnamento…Non dobbiamo inseguire la perfezione ma imparare ad amarci così come siamo.

“Siamo cristalli. Cristalli di un enorme lampadario appeso ad un soffitto chiamato universo”.

Questa pandemia ci ha messi e ci sta mettendo a dura prova ma voglio abbracciare, come amo da sempre fare, una visione ottimistica ed evidenziare come questo covid sarà in grado sicuramente di insegnarci che, navigando tutti nello stesso mare, possiamo aiutarci a salire su quella nave che ci farà approdare sani e salvi sul molo desiderato. Insieme. Unione, accoglienza, empatia. Mai come in questo momento rappresentano, per ognuno di noi e nel rapporto tra noi, le chiavi più importanti per uscire dal tunnel ed entrare nuovamente nella vita semplice di un tempo, seppur con addosso cambiamenti molto importanti che avranno segnato positivamente i nostri cuori e le nostre menti.

E allora diamo spazio ad una storia speciale, come quelle fiabe in cui bisogna superare tanti ostacoli, tra paure, speranze, tristezza e coraggio. Ma alla fine si sa, tutti gli antagonisti vengono sconfitti perché non c’è potenza più grande del coraggio di un vero eroe.

Jo è una splendida bimba di circa tre anni e mezzo che ha dovuto, già nel grembo materno, imparare cosa voglia dire lottare per vivere. Un’età, la sua, dove per antonomasia non dovrebbero esistere ostacoli così grandi da superare ma soltanto discese come meravigliosi scivoli dove giocare e sorridere felici.

Quella di mamma Irene non è stata una gravidanza facile, non soltanto a livello fisico ma anche e soprattutto a livello psicologico. A darle forza, oltre agli angeli col camice bianco che l’hanno accompagnata nel tortuoso percorso e a papà Luca, è stata proprio la sua piccola Jo.

Il 24 marzo del 2017 Jo viene alla luce, con la carica e la grinta di chi vuole vivere ad ogni costo la vita, una vita un po’ bizzarra che ti chiede di lottare prima ancora che tu abbia tempo di imparare a conoscerla.

“Jo è magia. Tutto ciò che la incontra lo diviene. Jo è amore. Un amore che esplode in mille colori”

Jo è appena nata e già lotta. Lotta per raggiungere piccoli ma significativi traguardi. E già sa che un giorno si specchierà, incredula, accorgendosi di essere quella che è sempre stata… Uno splendido cigno che ha superato tutti gli ostacoli e avrà raggiunto la sua piena serenità.

Jo è una bimba affetta dalla sindrome di Vacterl, molto complessa e purtroppo anche poco conosciuta. In Italia l’unica strada per affrontare una scoliosa da emivertebre multiple è l’amputazione delle gambine, con l’eventuale utilizzo di protesi. Ma i segni divini arrivano sempre al momento giusto. Uno di quei segni che ti pongono di fronte ad un bivio, che ti chiedono una scelta importante che condizionerà per sempre la tua vita. E non hai molto tempo per decidere cosa fare.

Mamma Irene e papà Luca sanno cosa voglia dire tutto ciò, perché quel bivio, quella decisione e quella scelta immediata loro l’hanno dovuta prendere, sapendo in cuor loro che Jo meritasse ben altro che “una vita a metà”.

Lo scorso marzo la piccola Jo ha iniziato il suo percorso. Due interventi da dodici ore ciascuno. Non soltanto costosi a livello economico ma con un grande prezzo sull’infanzia di una tenera anima. Ma Jo non si può arrendere. Nessuno che la ama davvero può farlo. Ed è sempre Jo che trasmette energia a tutti coloro che la circondano, inconsapevole del prezzo da pagare ma piena di coraggio per quello che sarà per lei un domani. Bravissimi mamma Irene e papà Luca, perché non è semplice scegliere e sapere che nulla sarà facile, che le vostre giornate saranno contornate di impegni e pensieri non sempre gentili. Ma soprattutto brava Jo! Così piccola ma in grado di raggiungere già il tuo primo importante traguardo. Ora riesci a stare in piedi, a camminare e si fa sempre più strada il sogno che tu possa presto assumere il pieno controllo delle tue ginocchia e imparare a muoverti completamente da sola. Continua così, perché sei più forte di ogni difficoltà. Sceglierai presto un posto speciale per il tuo inseparabile amico deambulatore viola, potrai presto ammirarlo e ringraziarlo, ma consapevole che non ti servirà più, come oggi, per sentire l’aria sul tuo dolce visino. Attraverserai i tuoi giorni futuri, magari parlandogli come si fa con l’amico diario, ma lasciandolo fermo lì, perché sarà tempo di dare alle tue gambine quella possibilità che oggi desideri forte, che sogni, che meriti! E in tutto ciò non sei e non sarai mai sola. E sai, tutti noi ti dobbiamo un doveroso grazie perché la tua storia ci sta insegnando quello che per il Piccolo Principe era testamento. “Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. E oggi sono quasi certa che Antoine de Saint-Exupéry aggiungerebbe un capitolo importante al suo racconto. “Addomesticheresti” non soltanto il Piccolo Principe ma anche noi tutti nel comprendere che non serve essere perfetti, per brillare!

Dott.ssa Stefania Cioffi
Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento junghiano

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